Introduzione - Pro Loco Pontelagoscuro

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Introduzione

Vita di Paese > L'Ortolano
IL MIO ORTO A PONTELAGOSCURO                                                                                                  
Creare un orto, seguirlo nella sua evoluzione giorno per giorno, fino al momento della raccolta dei frutti del proprio lavoro, è fonte di soddisfazione per vari motivi: non solo sappiamo cosa mettiamo nel piatto, ma abbiamo anche l’opportunità di passare qualche ora in rilassante contatto con la natura,e di farlo nel migliore dei modi, ossia con il minor impiego possibile di prodotti chimici.
E’ possibile ottenere in pochi metri quadri le verdure preferite quasi in autosufficienza , con semplicità e con metodi naturali.



            

ATTREZZATURA BASE

Servono attrezzi maneggevoli, funzionali e robusti, tali da poter durare a lungo con una semplice manutenzione.
Vanga e Zappa per lavorare il terreno; Rastrello di ferro per livellare, una Paletta per trapiantare le piantine e un paio di forbici sono tutto ciò che serve.
Non dovranno in oltre mancare un innaffiatoio con rosetta, dei tutori per la vegetazione di piante alte- quali i pomodori,i fagioli- e dei   legacci di raffia o plastica.

PREPARAZIONE DEL TERRENO

L’operazione più importante è la vangatura, che permette al terreno di ossigenarsi , basta scendere di 25-35 centimetri , lavorazioni più profonde sono inutili perché gli ortaggi hanno un apparato radicale superficiale .Va ricordato che un terreno ben lavorato e strutturato ospita, rispetto a uno non lavorato,un maggior numero di microorganismi utili alla fertilità del suolo.

Il terreno deve essere lavorato sempre al momento giusto , mai quando è troppo umido o asciutto e non troppo prima della semina.

Nei terreni argillosi e raccomandata la vangatura prima dell’inverno. Per terreni friabili e sciolti ricchi di humus è sufficiente una lavorazione primaverile, eventualmente eseguita con forca invece di vanga.

Il terreno non è un substrato inerte e neutro o un semplice supporto fisico per le piante ma è un vero e proprio organismo vivente e quindi ha necessità di essere fertilizzato per migliorare la fertilità e fornire più nutrimento alle piante coltivate. Il fertilizzante è qualsiasi sostanza che apporti elementi nutritivi al terreno.
Possiamo così affermare che invece di somministrare direttamente il nutrimento alla pianta è più saggio e conveniente mantenere attiva la vita del terreno, in grado di trasformare naturalmente le sostanze complesse in elementi semplici, disponibili per le radici.

PIANIFICARE LE COLTIVAZIONI

La curiosità e l’entusiasmo che si provano nel momento in cui si decide di realizzare un orto, anche piccolo, portano inevitabilmente a compiere qualche errore di valutazione, che può essere minimizzato se si investe un po’ del proprio tempo per effettuare una corretta pianificazione. Riportando sulla carta lo schema dell’orto, si potrà allora fare una corretta programmazione, sia spaziale (superficie dedicata a ogni coltura, numero di piante e quantità di semi necessari), sia temporale,nel breve termine (epoca e “luna” ideale per la semina di ogni tipo di pianta, assenze vacanziere, ecc.) e nel lungo termine (consociazioni e avvicendamenti tra piante, di anno in anno, sulla base delle loro caratteristiche.

L’AVVICENDAMENTO DEGLI ORTAGGI

Con la “rotazione” o avvicendamento delle colture si indica l’ordine di successione nello stesso appezzamento di ortaggi appartenenti a specie differenti.
Essa permette di migliorare la resa delle colture principali , di controllare in modo più efficace lo sviluppo delle malerbe e di alcuni organismi patogeni terricoli, e contemporaneamente , di salvare la fertilità del terreno.

Organizzare le rotazioni : il tipo di clima e di terreno, la quantità d’acqua a disposizione e le abitudini che ciascun orticoltore adotta determinano la  soluzione specifica più adatta. Una volta scelta la strategia migliore si dovrà dividere l’orto in tanti ipotetici settori (aiuole) e se per esempio si sceglie di eseguire una rotazione triennale,per esempio, l’orto sarà diviso in tre settori uguali di dimensioni e quindi un certo ortaggio passerà nello stesso settore dopo tre anni.

La rotazione può avvenire fra queste famiglie:

1) LEGUMINOSE : cece,fagiolino,fagiolo,fava,lupino               

2) CRUCIFERE: broccoli,cavolfiore,rapa,ravanello,verza       

3) SOLANACEE : melanzana,patata,peperone,pomodoro      

4) OMBRELLIFERE: carota,finocchio,prezzemolo,sedano      
     
5) CHENOPODIACEE: barbabietola,bietola, spinacio                 
 
6) COMPOSITE: carciofo,cardo,cicoria,indivie,lattughe,radicchi 

7) CUCURBITACEE: anguria,cetriolo,melone, zucca,zucchina    

8) LILIACEE: aglio,asparago,cipolla,porro                              

Da ricordare che se si decide di non praticare la rotazione, si deve tener presente che esistono piante che non vanno coltivate mai più di un anno nello stesso terreno: e sono: aglio,asparago,carciofo,cardo,carota,cavolfiore,cavolo verza,cetriolo,cocomero fagiolo,lattughe,melone,patata,peperone,pisello,prezzemolo ,sedano, spinacio,zucca.

PRINCIPALI OPERAZIONI COLTURALI

Il segreto per avere un orto ordinato e produttivo è dedicarvi anche poche decina di minuti, ma con buona frequenza e regolarità. Soprattutto,bisogna agire nel momento giusto quando ci sono le condizioni ambientali adatte per ogni operazione ordinaria.
Le operazioni principali sono:
1) Vangatura
2) Acquisto di semi
3) Semina
4) Diradamento
5) Trapianto
6) Interventi di potatura (cimatura,sfeminellatura)
7) Rincalzatura
8) Controllo e eliminazione delle malerbe

LA VANGATURA

Questa operazione consiste nel rivoltare il terreno a mano o con mezzi meccanici,una volta all’anno, quando si interra la sostanza organica. Tra una coltura e l’altra è sufficiente la zappatura.

ACQUISTO DEI SEMI

Oggi è possibile, presso ogni centro commerciale anche non specializzato reperire qualsiasi sorta di seme.

SEMINA

Il modo più semplice e naturale per riprodurre le piante è la semina.I semi si trovano in commercio in bustine, cercando di fare attenzione che siano semi di qualità e alla data di scadenza del prodotto.La semina può essere effettuata sia direttamente a dimora,in terra, che in semenzaio.

DIRADAMENTO

A seguito della semina, specie se è stata abbondante nasceranno numerose pianticelle che entreranno subito in competizione per luce,acqua e sostanze minerali.E’ quindi necessario procedere al diradamento per evitare stress di sovrappopolazione.

TRAPIANTO

Nella stagione più indicata per ogni tipo di ortaggio, se le pianticelle hanno raggiunto le giuste dimensioni, bisogna procedere con il trapianto per la messa a dimora definitiva nell’orto, dopo averlo preparato con un adeguato affinamento del terreno.

POTATURA

I lavori di potatura delle piantine consistono nella cimatura che altro non è che l’asportazione dell’apice della piantina ,pinzandolo tra le dita. La cimatura è un operazione necessaria per stimolare la formazione di rami laterali e per ritardare la fioritura. Ad esempio , se il basilico non viene cimato quando ha quattro foglioline ,diventa alto,disordinato con poche foglie, da raccogliere e in un paio di mesi al massimo fiorisce e poi muore.

Bisognerà poi eseguire la sfeminellatura, detta anche scacchiatura, per eliminare i germogli che si svilupperanno all’ascella delle foglie i quali, oltre a non dare frutti, sottraggono risorse nutritive alla pianta.

IL CONCIME

1) CONCIMAZIONE DI FONDO
I concimi possono essere naturali o chimici.
Il RE del concime organico è il letame o stallatico ed è composto da deiezioni solide e liquide degli animali, ricco di azoto,potassio,calcio,magnesio ecc., esso dovrà essere tenuto in maturazione in cumuli di dimensioni ridotte, per un periodo di 5-6 mesi.

Il letame maturo verrà distribuito sul terreno nel modo più uniforme possibile e interrato superficialmente con accurato lavoro di vangatura (concimazione di fondo), qualche mese prima delle semine e dei trapianti, in modo che il fertilizzante possa subire i processi di integrazione con il terreno.

Se non si ha la possibilità di reperire il letame fresco , si può ricorrere allo stallatico disidratato e pellettato in vendita a sacchi. Darà lo stesso apporto in termini di massa organica e funzionerà ugualmente da attivatore della fertilità.

Altro concime ottimo come fertilizzante naturale è il COMPOST che altro non è cheil riciclaggio di residui vegetali (erba tagliata, fogliame, scarti organici della cucina, cenere del camino ecc.)
In commercio esistono molti modelli di contenitori per produrre compost, generalmente sono di materiale plastico.

Altro sistema di concimazione del terreno e il così detto SOVESCIO ,che altro non è che la coltivazione di vegetali che anziché essere raccolti vengono interrati al momento del loro massimo sviluppo , arricchendo il terreno di azoto; si possono utilizzare tre tipi di sostanza 

Leguminose (il favino,la lupinella,il lupino,il pisello proteico o da foraggio,il trifoglio e altri ortaggi come cece,fagiolino,fagiolo, fava, lenticchia).

Crucifere : ( Senape,colza e ravizzone)

Graminacee: si usano in genere insieme alle leguminose(per esempio avena con pisello e veccia), in quanto il connubio tra le due famiglie può risultare vantaggiose per entrambe.

In fine il concime chimico: l’Urea , ottimo per concimare il terreno , ma lontano dalle semine e dai trapianti perché anch’esso come il letame fresco ha effetto contrario cioè “secca “ l’apparato radicale delle piante.

2) Concimazione d’impianto e concimazione di copertura

Per ultimo va ricordato il concime a pronta cessione anch’esso chimico o naturale :
chimico: in commercio esistano infinità di prodotti in granuli o in polvere
naturali: il cornunghia, il sangue di bue.


                                                              

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 LA LUNA

Il mese lunare si suddivide principalmente nelle due fasi crescente e calante.
«Gobba a Ponente, luna crescente - gobba a Levante, luna calante».
Chi non riesce a orientarsi osservando la luna, non capisce mai se sia crescente o calante, si può memorizzare; quando la gobba ricorda la forma di una D (>) la luna è crescente, mentre quando ricalca la forma di una C (<) è calante "ci.cala".


È un moto lunare che governa la riproduzione. La tradizione consiglia di fare determinati lavori in luna crescente (semina di cereali, di fiori, di ortaggi da frutto e da foglia, eccetto quelli che vanno in semenza come lattuga e spinaci, taglio di legna da ardere, potatura di alberi deboli, innesto a spacco, raccolta di erbe medicinali e di ortaggi da radice e da frutto) ed altri in luna calante (semina e trapianto di ortaggi da radice e dei bulbi, taglio di legna da costruzione, potatura di alberi vigorosi, innesto a gemma, prelevamento delle marze, sfrondatura, raccolta di frutta e di verdure a bulbo, vendemmia, mietitura).

La tradizione contadina è legata alle Fasi Lunari, ma non sono di secondaria importanza le caratteristiche del territorio, il clima e l'esperienza.

La tradizione consiglia di attendere la Luna Crescente per:
seminare i cereali;
seminare ortaggi da frutto e da foglia ma non quelli che tendono ad andare in semenza (come lattughe e spinaci);
potare gli alberi deboli (ideale la Luna Nuova);
raccogliere erbe officinali;
raccogliere ortaggi da frutto (fagioli, piselli, lenticchie, soia, mais, pomodori, peperoni, cetrioli, zucchine, zucchini...);
raccogliere ortaggi da radice (barbabietola, rapa, carota, ravanello…);
effettuare innesti a spacco;
(semina di cereali, di fiori, di ortaggi da frutto e da foglia, eccetto quelli che vanno in semenza come lattuga e spinaci, taglio di legna da ardere, potatura di alberi deboli, innesto a spacco, raccolta di erbe medicinali e di ortaggi da radice e da frutto)

La tradizione consiglia di attendere la Luna Calante per:
seminare e trapiantare ortaggi da radice taglio di legna da costruzione;
potare alberi in pieno vigore, sfrondare;
effettuare innesti a gemma;
prelevare le marze;
raccogliere frutta e verdura a bulbo (cipolla, aglio, scalogno…);
vendemmiare;
mietere;

                  



 
 
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