Storia - Pro Loco Pontelagoscuro

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Storia

Pontelagoscuro

Geografia fisica

Situata in zona in prevalenza pianeggiante a circa 7 chilometri da Ferrara è ubicata sulla sponda destra del fiume Po, nel punto di minore larghezza del tratto di fiume, in cui sono collocati gli attraversamenti ferroviario e stradale. Da questa collocazione (il "ponte") prende il nome la località, luogo di transito e collegamento tra la provincia di Ferrara e la regione Veneto.
Storia


La vecchia Pontelagoscuro

La fisionomia del centro storico di Pontelagoscuro era dominata dalla presenza della Via Coperta, un porticato lungo 110 metri con funzioni di magazzino, edificato nel 1648 per consentire lo stoccaggio delle merci che all'epoca risalivano il Po da ogni parte del mondo conosciuto, e qui venivano scaricate per essere smerciate nella bassa padana.

Il porticato di Via Coperta pochi decenni dopo la costruzione era già completamente chiuso ai lati da botteghe, nel '700 era trasformato in una vera e propria galleria nella quale pulsava la vita commerciale del borgo.
Nel 1812 venne inaugurata una delle prime fabbriche di saponi al mondo, la "Chiozza Turchi", per molti decenni fornitrice ufficiale della casa reale d'Inghilterra.


La nuova Pontelagoscuro

Piazza Erbe con la facciata della Via Coperta (fatta erigere nel 1648 dal card. legato Donghi e ampliata con magazzini nel 1671) prima della 2ª guerra mondiale. L'altra facciata prospettava direttamente sul porto fluviale

Tra la fine del XIX secolo e i primi del XX Pontelagoscuro conobbe un vorticoso sviluppo economico-industriale: contava 3 zuccherifici, 3 distillerie, 2 mulini, 1 fabbrica di concimi chimici, oltre al saponificio e a diverse altre attività minori.
A Pontelagoscuro avevano sede molti spedizionieri per la presenza della ferrovia (fin dal 1862 con la linea Pontelagoscuro-Bologna), del porto fluviale e della strada statale. Nel 1912 venne collegata al centro cittadino di Ferrara per mezzo della Tranvia Ferrara-Pontelagoscuro che tuttavia sarà soppressa nel 1939. Nel dopoguerra venne avviata la ricostruzione del paese sulla base di scelte urbanistiche alquanto deprimenti e prive di caratterizzazione: venne decisa la "traslazione" dell'agglomerato urbano a 600m dal fiume Po, recidendo in tal modo lo storico e intimo legame con il fiume, negando pertanto alla comunità l'unico legame con le proprie radici consistente nella memoria urbanistica del luogo. Venne peraltro deciso di consentire l'urbanizzazione del vecchio sito, per il 50% comunque occupato dai nuovi argini del Po, la quale avvenne in modo disordinato e senza alcun richiamo al reticolo viario originario, del quale venne conservata qualche traccia solo nella toponomastica e che venne distinto come Pontelagoscuro "Vecchio". Il nuovo centro, denominato per analogia Pontelagoscuro "Nuovo", ha pianta rettangolare ed è composto da una maglia di strade ortogonali e parallele disposte in direzione SW-NE. A cominciare dagli anni cinquanta Pontelagoscuro conobbe un forte incremento demografico al quale fornì un grosso contributo l'immigrazione di lavoratori marchigiani in mobilità a seguito della chiusura dei bacini minerari sulfurei del comprensorio di Cà Bernardi, Sassoferrato, Arcevia, Pergola, Bellisio Solfare a cavallo tra le provincie di Pesaro e Ancona. A tutt'oggi la comunità marchigiana, con la discendenza, è stimata in circa 1500 persone[senza fonte] a tal punto integrate che ormai tra i prodotti tipici del luogo si annoverano senz'altro le specialità di quella terra.

Il bombardamento

I bombardamenti a tappeto alleati (34 incursioni) del 1944 hanno cancellato ogni traccia dell'antico borgo. Diversamente da qualsiasi altro luogo urbanizzato d'Italia è inutile la descrizione degli edifici ed immobili distrutti o gravemente danneggiati in quanto la distruzione fu pressoché totale. Agli abitanti che chiedevano, all'indomani della Liberazione, di poter tornare a casa, la municipalità rispondeva che purtroppo non era possibile fornire assistenza in quanto il paese era "completamente distrutto". La percentuale di distruzione venne dichiarata ufficialmente al 100% e vale su tutto un passaggio della relazione che il sindaco di Ferrara Giovanni Buzzoni compilò a presentazione dell'attività dell'amministrazione comunale dal 20 aprile 1946 al 31 dicembre 1947: "Una città, che aveva riportato danni oltre il 40,66% nei suoi edifici (...) chiedeva di riorganizzarsi al vivere civile. Una intera borgata, Pontelagoscuro, già fiorente di vita industriosa, era rasa al suolo quasi completamente che nessuno, dico nessuno, ad eccezione dei ferraresi che ben la ricordavano, avrebbe detto che lì un tempo si svolgeva una pacifica attività. Era talmente scomparsa da non venir nemmeno presa in considerazione ed elencata tra i luoghi danneggiatissimi quali proverbiali divennero Cassino, nell'Italia meridionale, e Pianoro nella vicina provincia bolognese"[senza fonte].

Luoghi d'interesse

 Percorso cicloturistico Destra Po: è la pista ciclabile più lunga d'Italia[2] e segue l'argine del fiume Po in provincia di Ferrara da Stellata di Bondeno a Pontelagoscuro (36 km), da Pontelagoscuro a Ro Ferrarese (15 km), da Ro Ferrarese a Serravalle (28,5 km), da Serravalle a Mesola (20,5 km), da Mesola a Gorino Ferrarese (22,5 km). È stata inaugurata il 9 settembre 2001.

Società
Istituzioni, enti e associazioni


Nel Centro Civico sono alloggiate, oltre agli uffici comunali (consiglio, presidenza, segreteria, anagrafe), alcuni servizi sanitari (poliambulatorio medico, prelievi, ambulatori specialistici, pediatria), il comando di zona della Polizia Municipale e le sedi di varie istituzioni, associazioni, sindacati. Il complesso contiene anche l'ufficio postale di Pontelagoscuro, la Sala Mostre intitolata al pittore pontesano Nemesio Orsatti, la quale ospita ogni anno esposizioni d'arte e non solo. Il Centro Civico contiene anche un teatro da 120 posti attualmente inagibile, in attesa di essere ristrutturato. Sul territorio di Pontelagoscuro sono presenti numerose altre istituzioni, tra le quali il Centro di promozione Sociale "Il Quadrifoglio", nato negli anni 70 del '900 come centro anziani ma che poi è stato trasformato in un luogo di promozione sociale dotato di varie strutture, tra cui un auditorium capace di contenere oltre 1000 persone. Nel paese sono presenti anche un Circolo ACLI, un circolo ARCI, la Canottieri e la cooperativa Germoglio. Molte di queste si sono riunite nel 2000 nel Comitato Vivere Insieme, che coordinando le varie sensibilità e capacità operative, organizza varie manifestaziooni nel corso dell'anno riuscendo a finanziare piccoli progetti di solidarietà sociale. Altre istituzioni sono la neo Pro Loco di Pontelagoscuro, la Parrocchia di San Giovanni Battista e la Cooperativa Teatrale "Teatro Nucleo" che gestisce il Teatro Julio Cortazar in via della ricostruzione 40 (Ex Cinema Po).

 
Torna ai contenuti | Torna al menu