CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
LA MEMORIA RITROVATA
8. Chiesa di San Giovanni Battista
⇒ PANORAMICA
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La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista fu per oltre tre secoli il centro spirituale e comunitario di Pontelagoscuro. Dopo la soppressione della chiesa di San Michele e il passaggio sotto la parrocchia di Santa Maria Maddalena, nel 1594 il borgo ottenne una propria parrocchia. La nuova chiesa, costruita a ovest della Via Coperta e benedetta il 21 ottobre 1601, divenne il luogo in cui generazioni di pontesani celebrarono battesimi, matrimoni e festività religiose. Gravemente colpita dai bombardamenti alleati del 1944, che distrussero quasi completamente il paese, la chiesa scomparve insieme a gran parte dell’antico borgo, rimanendo viva nella memoria della comunità.
⇒ LA GRANDE STORIA
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Le origini dal 1320: la chiesa del Sandone
Solo nel 1594 nacque la parrocchia di Pontelagoscuro. In tempi molto più antichi e cioè nel 1320, in località detta Sandone, esisteva una chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria che fu poi distrutta dal Po. Questa chiesa era sottoposta alla Pieve di Santo Stefano in Bolonitico e cioè dipendeva da Stienta. La località detta Sandone (o Sandone di Vallonga) si trovava nella zona compresa tra la direttrice dell’attuale Via Vallelunga e l’area sud-occidentale rispetto al borgo storico di Pontelagoscuro, a nord del centro di Ferrara.
Allora però le chiese parrocchiali non avevano l’importanza e i compiti che hanno assunto successivamente. Ad esempio non avevano il fonte battesimale che si trovava invece presso la pieve da cui dipendevano.
Secolo XIV: l’Oratorio di Santa Maria con l’ospedale
Nel XIV secolo sorse a Pontelagoscuro un oratorio dedicato a Santa Maria, a cui era annesso un ospedale per pellegrini gestito dalla Confraternita di San Giovanni Battista. Allora però Pontelagoscuro non era parrocchia ma dipendeva dalla chiesa di San Michele in Perle, che si trovava a Confortino sulla strada che da Ferrara conduceva a Pontelagoscuro. Il 4 novembre del 1338 il Vescovo Guido di Ferrara approvò che la chiesa di San Michele in Perle venisse retta da Don Azzone, Rettore della chiesa di Pontelagoscuro, anziché da Don Pietro da Parma.
1483-1600: chiese e battisteri di qua e di là dal Po
La confraternita di San Giovanni Battista di Ferrara, che era concessionaria dal 1385 della Cappella di Santa Maria, edificò nel 1483 una chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista Questa fu la prima vera chiesa di Pontelagoscuro ma non era ancora parrocchia e apparteneva alla giurisdizione della chiesa di San Michele delle Perle contigua a Confortino. Questa Chiesa fu poi dirupata dal Po.
Tra Ferrara e il Po si estendeva il vastissimo Barco, un’area enorme lasciata incolta e selvaggia a beneficio della Corte Estense che vi si recava a cacciare. Nel 1492 accadde che il Duca Ercole I, volendo allargare questa area che era stata ristretta dalla realizzazione della Addizione Erculea, fece abbattere la chiesa di San Michele in Confortino dalla quale dipendeva il paese di Pontelagoscuro obbligandone gli abitanti a dipendere dalla Parrocchia di Santa Maria Maddalena, sita di là dal Po.
Venne poi riedificata la chiesa della Confraternita e consacrata nel 1563 la prima domenica di maggio. Quando venne visitata, nel 1592, dal vescovo Giovanni Fontana il 17 ottobre viene descritto l’interno e i suoi arredi e viene citata la Consacrazione del 2 maggio 1563 per opera del Vescovo Enrico Tombesi. Viene anche detto che vi era un contiguo cimitero e che il fonte battesimale si trovava però a Santa Maria Maddalena.
Nel 1594 dato che l’interposizione del Po formava un ostacolo alla popolazione per intervenire ai divini uffici ed impediva o ritardava alle anime ai soccorsi necessari, il Vescovo di Ferrara, Giovanni Fontana, decise di fare parrocchia la chiesa di Pontelagoscuro.
Nel 1596 venne demolito l’antico oratorio della Beata Vergine delle Grazie e la di lei sacra immagine fu trasferita nella chiesa parrocchiale.
Negli ultimi decenni del Cinquecento, il Po era soggetto a impetuosi fenomeni di erosione e divagazione dell’alveo. Il fiume cominciò a scavare sotto le fondamenta dell’argine e della chiesa stessa, minacciando continuamente di farla crollare, fino a rendere impossibile la celebrazione delle funzioni religiose in sicurezza e costringendo la comunità ad abbatterla e ad abbandonare quel tratto di terreno insicuro.
1601-1607: la nuova chiesa Parrocchiale
Con il passaggio di Ferrara dallo Stato Estense allo Stato Pontificio nel 1598, la riorganizzazione parrocchiale di Pontelagoscuro fu promossa dalle autorità pontificie e dalla Vescovanza. La scelta di edificare la nuova parrocchiale ad ovest del borgo avvenne tra il 1600 e il 1601. Si decise quindi la costruzione di una nuova chiesa e per edificarla si scelse un terreno a ovest del borgo e situato a una certa distanza dal Po al riparo dalla furia delle correnti.
Domenica 21 ottobre 1601, venne benedetta, da Giovanni Fontana allora Vescovo di Ferrara, la terra su cui sorgerà la nuova chiesa parrocchiale. Questo è un momento speciale per Pontelagoscuro perché il giorno successivo inizierà lo scavo del canale per Ferrara su di un terreno acquistato da Duca di Modena in quanto porzione del Barco, fondo allodiale della Casa d’Este e quindi rimasto di proprietà degli Estensi anche dopo il loro trasferimento a Modena.
Secondo le cronache il 21 ottobre 1601 venne anche deposta anche la prima pietra ma i lavori per la costruzione della chiesa inizieranno solo nel nel 1604. I lavori di costruzione della chiesa di Pontelagoscuro furono ultimati nel 1607, anno in cui l’edificio venne aperto al culto e vi fu celebrata la prima messa e il 30 aprile 1609 venne concesso il fonte battesimale alla nuova chiesa parrocchiale.
Il Registro dei Battesimi
Si pensava che il primo registro dei battesimi fosse andato perduto, assieme alla quasi totalità dell’Archivio Parrocchiale, nella distruzione della chiesa durante la Seconda Guerra Mondiale ma, molti anni dopo la fine della guerra, è stato ritrovato, assieme a molti altri registri dell’Archivio, in una cassa che era nel campanile della chiesa ricostruita. E’ accaduto che, durante la guerra, gli abitanti del borgo erano sfollati ma il parroco di allora (Mons. Giovanni Cavallini che fu a Pontelagoscuro dal 1940 al 1968) era rimasto in paese e nessuno sapeva che costui avesse salvato l’Archivio prima che la chiesa fosse colpita.
Il parroco è sopravvissuto ai bombardamenti ma dopo la guerra è stata ricostruita prima la chiesa e vario tempo dopo la canonica, quindi deve aver portato la cassa con l’archivio nel campanile per averla a portata di mano in attesa che venisse costruita anche la canonica. Evidentemente poi ha avuto parecchio di fare (anche perché la nuova canonica ha pure subito un incendio) ed è morto senza riprendere dal campanile la cassa con la parte antica dell’Archivio. Successivamente facendo ordine la cassa è stata aperta e l’Archivio ritrovato compreso il registro con il primo battesimo fatto a Pontelagoscuro nel 1609.
Il primo bambino battezzato è Francesco Calegari figlio di Cesare e Jacinthia. Il Registro dei Battesimi inizia però con un errore clamoroso infatti la data segnata è il 31 aprile che ovviamente non esiste. Data la pessima calligrafia del documento potrebbe venire il dubbio che si tratti di un due scritto male e che quindi la data sia il 21 aprile ma, guardando come sono scritti i due e i tre nelle seguenti pagine del registro, viene confermato che sembra proprio che si tratti di un errore.
Sebbene l’edificio fosse agibile entro il 1607, gli interventi di rifinitura interna e l’erezione del campanile proseguirono negli anni successivi.
La chiesa, che fu edificata in stile barocco e progressivamente arricchita nel Sei-Settecento, presentava la tipica struttura adatta alle direttive del Concilio di Trento: un’ampia navata centrale per accogliere i fedeli e diverse cappelle laterali per le devozioni specifiche.
La Chiesa nel contesto sociale e urbano di Pontelagoscuro
Davanti alla chiesa vi era un ampio piazzale che fu utilizzato più volte per scopi diversi da quelli religiosi. Quando Pontelagoscuro era occupata dai francesi, arrivati a fine giugno del 1796, fu ordinata la requisizione dei cavalli per l’armata francese che dovevano essere condotti in luoghi determinati perché i commissari facessero scelta di quelli che loro piacevano e il 6 luglio 1796 a Pontelagoscuro, nella piazza della chiesa, ne furono condotti circa 400.
Nel 1799 i francesi, prima di rinunciare a Venezia per l’imperatore d’Austria, la spogliarono di legni da guerra, artiglieria, armi e munizioni e a Pontelagoscuro venne fatto il deposito, nel piazzale della chiesa, di circa cento grossi cannoni di bronzo con mortai da bomba oltre ad una quantità enorme di bombe, palle e mitraglia.
All’arrivo dell’inverno il paese era tornato tranquillo e di conseguenza prospero. Il porto aveva ogni giorno da 150 a 200 barche e bastimenti carichi la maggior parte di viveri per le armate. I magazzini pubblici e privati erano pieni. Il prato, detto i Tamarisi e la piazza della chiesa erano coperte di botti di farina collocate a tre, una sopra l’altra.
Inoltre la chiesa stessa fu utilizzata per radunare i cittadini: il 19 marzo 1797 ci fu l’assemblea generale dei cittadini che dovevano decidere per il sì o per il no alla Costituzione della Repubblica Cispadana. Tutti i cittadini che avevano compiuta l’età di 15 anni furono invitati all’assemblea, che si tenne nella chiesa parrocchiale. E’ da notare che di 430 cittadini comparsi all’assemblea, se ne presentarono solo 195 a votare.
Le opere d’arte e l’architettura
Esiste una dettagliata descrizione dell’interno della chiesa risalente al 1922. La chiesa ha tre ingressi dalla parte di settentrione dove è rivolta e uno a levante dove comunica col campanile e con la canonica ed è dedicata a San Giovanni Battista la statua, opera di Graziani di Faenza, si trova in una nicchia sopra il coro. L’interno è a tre navate ed è ornata all’interno di stucchi e cornicioni.
Vi sono sette cappelle. La prima e principale contiene l’altar maggiore che è tutto di marmo. Pende sopra l’altare un baldacchino di legno bianco e oro e sul mezzo del soffitto della Cappella è dipinta La Fede.
La seconda cappella è dedicata alla Beata Vergine del Rosario la cui statua è posta nella nicchia. La terza cappella è dedicata alla Beata Vergine delle Grazie la cui immagine, dipinta sul muro fino dal secolo XIII, veniva onorata in un piccolo oratorio esistente nel paese. La quarta cappella è dedicata a Sant’Antonio la cui statua fu fatta sempre da Graziani di Faenza. L’altare è di pietra ad eccezione dei gradini fatti in marmo nel 1887.
La quinta cappella è dedicata a San Carlo e contiene la sua statua, anch’essa opera di Graziani da Faenza. La sesta cappella è dedicata al Santissimo Crocifisso la cui effige al naturale è posta nella sua nicchia. L’altare è tutto di marmo. La settima cappella è dedicata a Santa Teresa. L’altare è tutto di scagliola con tabernacolo simile. La cappella è chiusa da una balaustra di marmo e un cancello di ferro guarnito di ottone la chiude a destra.
Ai lati della Cappella Maggiore in due nicchie vi sono due statue una di San Giorgio Maggiore, l’altra del Beato Giovanni da Tossignano. L’organo grande è opera di Pietro Nacchini. Nello spazio che divide le due Cappelle della Beata Vergine del Rosario e delle Grazie sta il pulpito restaurato e dipinto a bianco lucido e oro nel 1867 a spese del signor Cav. Francesco Tranz.
1944: la distruzione
Il 5 giugno 1944, attorno alle ore 13:00, una pesante incursione di circa 76 bombardieri alleati colpì duramente l’area di Pontelagoscuro, compresi il ponte sul Po, la zona industriale e il centro urbano. L’edificio seicentesco della chiesa venne colpito in pieno e completamente distrutto dalle bombe. Della macerie vennerono salvate solo cinque statue.
1958: la nuova Chiesa Arcipretale
Nel dopoguerra si decise di non ricostruire la chiesa sullo stesso punto bensì in piazza Bruno Buozzi. Il 20 maggio 1956 Monsignor Natale Mosconi benedice la prima pietra della nuova chiesa di Pontelagoscuro che deve sostituire quella distrutta dai bombardamenti del 1944. Di fianco a dove doveva sorgere la chiesa, era già stata ricostruita, nel 1953, la Scuola Materna Parrocchiale della Fondazione Braghini Rossetti che fu poi ampliata nel 1961 e nel 1971.
Il 20 luglio 1958 viene inaugurata la nuova chiesa. Parroco è Monsignor Giovanni Cavallini. La nuova chiesa è dedicata a San Giovanni Battista come l’antica ed è stata progettata da Enrico Lenti.
Di fronte alla chiesa, nel 1974, fu costruito il Centro Civico dell’architetto Lorenzo Pezzella.

