LE INDUSTRIE – 1
LA MEMORIA RITROVATA
13. Le industrie - 1
⇒ PANORAMICA
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Per chi arrivava da Ferrara lungo la Via Nazionale, l’ingresso a Pontelagoscuro era dominato dalle grandi industrie che ne caratterizzarono lo sviluppo tra Ottocento e Novecento. Sul lato occidentale della strada sorgevano la Raffineria Ferrarese Ligure, poi Eridania, e la vicina Distilleria Padana; sul lato orientale si estendeva la Fabbrica Concimi Chimici. Inaugurata nel 1901, la raffineria era un imponente complesso collegato alla ferrovia Adriatica e al Po mediante infrastrutture dedicate al trasporto delle merci. Questi stabilimenti costituivano una delle principali porte industriali del paese, contribuendo alla crescita economica di Pontelagoscuro e offrendo lavoro a centinaia di persone.
⇒ LA GRANDE STORIA
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L’origine dell’Eridania
La Società Anonima Raffineria Ferrarese Ligure, poi direttamente legata e confluita nel colosso Eridania, rappresenta una delle pagine più importanti e affascinanti dell’archeologia industriale e della storia economica del territorio tra Ferrara e Pontelagoscuro.
Nel marzo del 1900 fu costituita a Genova la Società Anonima Raffineria Ferrarese Ligure, dotata di un capitale sociale iniziale ragguardevole per l’epoca (circa 1.200.000 lire).
La società nacque per un’esigenza strategica del neonato gruppo Eridania (fondato a Genova nel 1899 da un gruppo di soci tra cui banchieri e industriali). Dopo aver aperto il primo zuccherificio a Codigoro (nel ferrarese), l’azienda aveva assoluto bisogno di dotarsi di impianti moderni ed efficienti per la raffinazione dello zucchero grezzo prodotto nelle campagne e per la lavorazione su scala industriale.
Lo stabilimento fu impiantato lungo l’asse viario che collega Ferrara a Pontelagoscuro. La scelta logistica fu tutt’altro che casuale: trovarsi vicino all’importante porto fluviale di Pontelagoscuro e alla rete di comunicazione sul fiume Po permetteva di movimentare rapidamente merci, materie prime e combustibili, collegando la produzione padana con i mercati del nord e del porto di Genova.
Fin dalle origini, la struttura si inserì nella rete di alleanze e partecipazioni promossa dai grandi capitali liguri e genovesi nel settore saccarifero italiano. Nel corso dei decenni successivi, attraverso una serie di fusioni, concentrazioni e la nascita della Eridania Zuccherifici Nazionali (avvenuta nel 1930), l’impianto di Pontelagoscuro consolidò il proprio ruolo produttivo.
L’industrializzazione a Pontelagoscuro tra le due guerre
All’inizio del Novecento e per tutto il periodo tra le due guerre, Pontelagoscuro visse una straordinaria stagione di industrializzazione. Accanto alla raffineria-zuccherificio Eridania, sorsero altre importanti realtà (come distillerie, mulini e fabbriche chimiche) che fecero di questo borgo sul Po uno dei poli industriali e operai più vivaci (e politicizzati) della provincia di Ferrara.
Come gran parte del tessuto industriale e urbano di Pontelagoscuro – che subì bombardamenti devastanti a causa della sua posizione strategica sul fiume e sul ponte ferroviario/stradale – anche gli impianti dell’area subirono gravissimi danni durante il conflitto.
Nel dopoguerra l’attività riprese con slancio nell’ambito della ricostruzione economica italiana, ma i successivi mutamenti del mercato agroalimentare, le riforme comunitarie e la progressiva centralizzazione della produzione saccarifera portarono alla chiusura e alla dismissione dei reparti originari.
Le tracce di quel passato glorioso sopravvivono nella memoria collettiva locale e nei resti dell’archeologia industriale della zona. La vicina Ferrara e l’area di Pontelagoscuro hanno visto nel tempo importanti interventi di recupero delle grandi architetture industriali legate al mondo Eridania (trasformate in alcuni casi in poli di ricerca o universitari, come avvenuto per altri complessi della galassia Eridania in città), a testimonianza di un’epoca in cui il triangolo Ferrara – Pontelagoscuro – Codigoro era il cuore pulsante della “sugar valley” italiana.
Eridania: perché a Pontelagoscuro?
La scelta di insediare la Raffineria Ferrarese Ligure (poi Eridania) lungo la direttrice tra Ferrara e Pontelagoscuro rispondeva a una logica di logistica integrata, sfruttando al massimo Pontelagoscuro rappresentava all’epoca uno dei porti fluviali commerciali più importanti d’Italia sul fiume Po. Il grande corso d’acqua era l’autostrada principale per il trasporto di massa delle merci pesanti prima dell’avvento del trasporto su gomma su larga scala.
I carichi di zucchero grezzo (provenienti ad esempio dai porti adriatici o da altre zone di produzione) e le enormi quantità di carbone necessarie ad alimentare le caldaie e i macchinari della raffineria risalivano il Po su chiatte e barconi fluviali.
Dalla sponda o dalle banchine prossime a Pontelagoscuro, le merci venivano sbarcate e trasferite direttamente ai magazzini dello stabilimento tramite banchine attrezzate o brevi tratti di collegamento con carri e muli, sfruttando la minima distanza che separava la strada arginale/ferrarese dal fiume.
L’area era servita dalla linea ferroviaria che collegava Ferrara a Padova (passando appunto per Pontelagoscuro e attraversando lo storico ponte sul Po).
Come la maggior parte dei grandi stabilimenti saccariferi e industriali dell’epoca, anche la raffineria ferrarese ligure era dotata di un raccordo ferroviario privato (un binario di servizio che si staccava dalla linea principale delle Ferrovie dello Stato).
Questo binario entrava direttamente all’interno del perimetro dello stabilimento, permettendo di posizionare i vagoni merci a ridosso dei reparti di produzione e dei magazzini di stoccaggio. Ciò consentiva di caricare lo zucchero raffinato in sacchi o panetti direttamente sui treni merci, pronti per essere smistati rapidamente verso i mercati di consumo di tutto il Nord Italia e di ricevere combustibili, materiali da imballaggio e macchinari pesanti senza la necessità di doppi trasbordi intermedi.
La forza economica di questo polo industriale risiedeva proprio nella sua posizione strategica di cerniera: la raffineria si trovava esattamente nel punto in cui il sistema di navigazione interna del Po incontrava la rete ferroviaria padana. Questa doppia connessione permetteva di bilanciare i costi di trasporto, utilizzando l’acqua per i grandi volumi di materia prima pesante e la ferrovia per una distribuzione rapida, capillare e puntuale del prodotto finito.
La Distilleria Padana
All’epoca era prassi comune affiancare agli zuccherifici degli stabilimenti dedicati alla distillazione (le distillerie di 2ª categoria o impianti annessi) per sfruttare e valorizzare le melasse, il principale sottoprodotto denso e zuccherifero scartato durante la lavorazione della barbabietola, impiegandolo nella produzione di alcol e spirito.
Come il vicino zuccherificio, anche la Distilleria Padana subì le devastazioni degli eventi bellici e dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale che cancellarono gran parte del glorioso tessuto industriale ottocentesco di Pontelagoscuro.
La Cerere, fabbrica di concimi
L’area compresa tra Ferrara e Pontelagoscuro ha ospitato tra la fine dell’Ottocento e il Novecento una delle prime e più importanti realtà della chimica e della concimazione agraria del territorio: la Fabbrica di Concimi Chimici «Cerere».
La storia di questo stabilimento si inserisce perfettamente nel contesto industriale che caratterizzava quella specifica direttrice viaria e fluviale. Lo stabilimento nacque sul finire del XIX secolo, precisamente nel 1894, anticipando di qualche anno l’ondata di grande industrializzazione saccarifera e chimica che avrebbe investito la zona a cavallo tra i due secoli.
In un’epoca in cui l’agricoltura padana stava faticosamente uscendo da una fase di arretratezza e cercava di massimizzare le produzioni (specialmente cerealicole e, di lì a poco, la barbabietola da zucchero), la produzione di fertilizzanti chimici rispondeva a una domanda immensa del mercato agricolo locale e nazionale.
La vita attiva di questo specifico impianto fu relativamente breve rispetto ad altre grandi industrie della zona: l’attività produttiva della fabbrica di concimi «Cerere» si concluse intorno al 1919, lasciando poi spazio ad altre trasformazioni urbanistiche e industriali di quell’area strategica.
Posizionata lungo la strada che collega Ferrara a Pontelagoscuro, la fabbrica si trovava sul lato opposto rispetto alla direttrice dove sorgeva la Raffineria Ferrarese Ligure (poi Eridania) e le altre infrastrutture a ridosso del Po.
Anche se la chimica dei concimi si muoveva su scala diversa rispetto al colosso saccarifero, la vicinanza alla strada principale e la prossimità con il sistema di trasporto fluviale e ferroviario di Pontelagoscuro permettevano di movimentare le materie prime pesanti (come i minerali fosfatici e i componenti chimici) e di distribuire i fertilizzanti saccheggiati nei campi della pianura padana.
La fabbrica di concimi «Cerere» faceva parte del primissimo nucleo industriale di Pontelagoscuro, un elenco d’eccellenza che comprendeva anche il celebre Saponificio Chiozza & Turchi (attivo fin dal 1812 e fornitore della casa reale inglese). gli zuccherifici e la raffineria Eridania e le distillerie di alcool da melasse.
A causa dei devastanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che rasero al suolo Pontelagoscuro, e dei successivi piani di espansione urbana del dopoguerra, le strutture originarie della fabbrica «Cerere» sono completamente scomparse dal paesaggio.

