LE INDUSTRIE – 3 – SAPONIFICIO CHIOZZA TURCHI
LA MEMORIA RITROVATA
15. Le industrie - 3 - Saponificio Chiozza Turchi
⇒ PANORAMICA
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Fondata a Pontelagoscuro nel 1812 da Carlo Luigi Chiozza, la fabbrica di saponi Chiozza & Turchi, conosciuta dai pontesani come la Saunara, fu la prima grande industria moderna del territorio ferrarese. La posizione lungo il Po e la vicinanza alle principali vie di commercio favorirono una rapida crescita che portò l’azienda a conquistare mercati nazionali e internazionali. Dal 1870, sotto la guida di Luigi Turchi, la produzione si specializzò nei saponi profumati di alta qualità, ottenendo riconoscimenti in tutto il mondo. Celebri furono anche gli eleganti manifesti pubblicitari, realizzati da importanti artisti dell’epoca. Distrutta da un incendio nel 1882 e subito ricostruita, la fabbrica adottò come simbolo la fenice con il motto Post Fata Resurgo (“Dopo la morte risorgo”). Dopo oltre un secolo di attività, la Chiozza & Turchi cessò la produzione nel 1928, lasciando un segno indelebile nella storia industriale del paese.
⇒ LA GRANDE STORIA
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Le origini a Trieste nel 1780
La lunga e complessa storia della Chiozza & Turchi detta “la Saunara” copre un periodo ancora più lungo dei 116 anni di esistenza a Pontelagoscuro. Infatti il Saponificio Chiozza era nato infatti a Trieste nel 1780 fondato dal Conte Carlo Luigi Chiozza e da Franz Casetti.
La fabbrica era poi stata ingrandita e già agli inizi dell’800 era una delle più grandi e prestigiose esistenti nella monarchia austriaca. Questa fabbrica rimase in funzione e di proprietà dei Chiozza fin quasi la fine dell’800 quando la fortuna dei Chiozza di Trieste declinò.
1812: Nasce la Saunara
Ai primi dell’800 Carlo Luigi Chiozza aveva aperto una filiale a Ferrara e nel 1812 decise di aprire una fabbrica a Pontelagoscuro che era collegata a Venezia e a Trieste da una veloce barca corriera, che, come Trieste, faceva allora parte del cosiddetto Grande Impero di Napoleone e che presentava una disponibilità d’acqua illimitata.
Carlo Luigi Chiozza acquistò un terreno di proprietà di Antonio Bignardi (rogito del notaio Gaetano Forlani del 20 aprile 1812) sito nella golena detta dei Tamarisi che si trovava ad est del borgo di Pontelagoscuro e che terminava quando iniziava il froldo Crispi che si trovava sul territorio di Francolino.
I terreni acquistati erano in precedenza tenuti a brolo (un brolo è un orto o un giardino delimitato da una fila di alberi, generalmente da frutto) e a zerbo (uno zerbo è una prateria sassosa ed incolta).
Per avere un riscontro visivo preciso, oggi l’area in cui sorgeva il grande stabilimento (caratterizzato storicamente anche dalle sue alte ciminiere poi scomparse) corrisponde allo spazio situato immediatamente di fianco all’ex discoteca “Giardini Sonori” (al civico 95 di Via della Ricostruzione).
Francesco Tranz e Luigi Turchi
La fabbrica fu affidata a Francesco Tranz di Gorizia che si trasferì a Pontelagoscuro dove diventò poi una delle personalità più importanti del borgo.
Il Tranz divenne poi accomandatario della ditta e quando si ritirò raccomandò di essere sostituito dagli agenti che già lo affiancavano.
Chi lo sostituì fu Luigi Turchi che, nel 1853, assunse la gerenza sotto la ragione sociale Luigi Turchi & Co. Nel 1858 il chimico Pietro Spannocchi trovò nuove soluzioni per la produzione di saponi pregiati che portarono la ditta all’avanguardia per l’Italia e la resero competitiva anche all’estero nel settore dei saponi di gran pregio. Nel 1870 la ragione sociale divenne Chiozza & Turchi.
All’alba del 15 aprile 1882 un incendio, le cui cause rimasero ignote, distrusse il vecchio stabilimento che però in pochi mesi fu ricostruito più grande e più moderno del precedente. Proprio per ricordare la resurrezione della fabbrica dalle sue ceneri, nel 1890, venne adottata, come stemma della ditta, la fenice con il motto “Post Fata Resurgo”.
Nel 1893 Luigi Turchi morì e la direzione della Chiozza & Turchi venne assunta da Alessandro Avogli. Nel 1912 fu festeggiato il centenario della nascita della ditta e fu stampato un libretto con la storia della ditta.
Nel libretto si fa notare come, in un secolo la ditta abbia avuto solo tre direttori (Francesco Tranz dal 1812 al 1853, Luigi Turchi dal 1853 al 1893 e Alessandro Avogli dal 1893), si elencano le agenzie all’estero che sono ben 27 poste su tutti i continenti e si mostrano le numerosissime onorificenze ottenute in esposizioni internazionali dal 1861 al 1911.
La pubblicità: Dudovich, Hohenstein & Co.
La pubblicità era particolarmente curata e venivano preparati molti manifesti il cui disegno era affidato ad artisti del calibro di Marcello Dudovich, Adolfo Hohenstein, Luigi Dal Monte Casoni e Adolfo De Carolis.
Non solo le confezioni dei saponi e i manifesti pubblicitari erano particolarmente curati e realizzati dai migliori artisti del settore ma persino le vetrinette, dove erano esposti i saponi nelle tante fiere internazionali a cui partecipava la Chiozza & Turchi, erano costruite dai migliori ebanisti.
E’ molto curiosa la storia del manifesto pubblicitario della Chiozza & Turchi disegnato da Dudovich che non fu mai usato perché era troppo osé in quanto raffigurava una donna nuda sotto la doccia e per questo Dudovich lo ridisegnò nuovamente mettendole un vestito addosso.
Il manifesto in questione fu realizzato intorno al 1900 dal grande maestro triestino Marcello Dudovich per promuovere il Sapone Salutis della ditta Chiozza & Turchi di Pontelagoscuro, stampato dalle celebri Officine Grafiche Chappuis di Bologna.
Il progetto grafico nacque con un’audacia insolita per l’epoca vittoriana e per il perbenismo dei costumi di inizio secolo: Dudovich immortalò infatti una giovane donna sotto la doccia, colta in un momento di intimità quotidiana.
Il disegno originale mostrava la fanciulla completamente nuda, intenta a lavarsi, con un’impostazione stilistica fresca, moderna e fortemente “carnale”.
Appena il manifesto fu stampato e pronto per essere affisso negli spazi pubblici, scattò la censura dell’epoca. L’immagine fu giudicata troppo esplicita e scandalosa per poter comparire per le strade delle città italiane.
Per non sprecare l’efficacia pubblicitaria del lavoro e venire incontro alle rigide morali del tempo (evitando il ritiro totale o il blocco della commessa), il manifesto fu modificato e Dudovich intervenne nuovamente sull’opera aggiungendo alla fanciulla un abito leggero, coprendo le nudità ed trasformando la posa in un inchino o in un movimento più casto e vezzoso, pur mantenendo l’ambientazione legata al tema del bagno e dell’igiene.
La donna nuda di Dudovich
Nello stesso periodo, però, un altro celebre manifesto realizzato, sempre da Marcello Dudovich, per le Terme di Porretta tra il 1901 e il 1902 e che ritrae una figura femminile nuda immersa in un’atmosfera termale sfuggì alla censura e divenne un’icona del Liberty italiano per una serie di differenze sostanziali rispetto al caso del sapone Chiozza & Turchi in quanto, all’inizio del Novecento, le autorità di pubblica sicurezza e i costumi morali guardavano con molta più larghezza di vedute alle rappresentazioni legate al termalismo, all’idroterapia e alla classicità (la ninfa delle fonti, il bagno di sapore antico o mitologico) mentre quello della Chiozza & Turchi era invece un prodotto commerciale di larga scala e consumo quotidiano (il sapone da bagno venduto nei negozi).
In sintesi, mentre la donna sotto la doccia per il sapone toccava troppo da vicino la realtà quotidiana e privata (scandalizzando la morale borghese dell’epoca), la donna delle Terme di Porretta fu accettata perché percepita come una nobile e casta allegoria della salute e della natura.
Il declino
Dopo la Prima Guerra Mondiale la ditta cominciò a trovarsi sempre più in difficoltà, sia per la crisi economica e sociale del dopoguerra, sia perché la produzione non era stata riconvertita alle nuove esigenze del mercato. Nel 1928 i macchinari e la produzione furono trasferiti a Milano. Alcuni operai vennero anch’essi trasferiti a Milano ma la maggior parte delle maestranze rimase senza lavoro.
Dopo il trasferimento a Milano venne lanciata la nuova linea “Jodont” in tutta la gamma di saponi, compresi quelli da barba ed i dentifrici e si attivarono grandi concorsi a premi.
Per vari anni non mancarono i problemi economici ma dal 1936 la situazione migliorò però, nel 1941, si deliberò la fusione per incorporazione nella Società Anonima Industrie Alimentari – SIAM. Nel 1950 vi fu la fusione con l’Achille Banfi S.A. e la ditta prese il nome di Industrie Riunite Chiozza&Turchi – Achille Banfi SPA.
Nel 1957 la società fu posta in liquidazione ma poi, dieci anni dopo, la liquidazione fu revocata e nel 1968 le Industrie Riunite Chiozza&Turchi – Achille Banfi SPA furono incorporate nella Guardini-Faccincani SPA facendo così scomparire anche il nome della gloriosa industria che aveva operato per più di un secolo a Pontelagoscuro.
La Chiozza & Turchi celebrata da Walter Ferrari
Per celebrare il bicentenario della Chiozza & Turchi, il 13 ottobre 2012, nella sala Nemesio Orsatti, è stata inaugurata una mostra sulla fabbrica di saponi pregiati Chiozza & Turchi che operò a Pontelagoscuro dal 1812 al 1928 e che aveva 27 filiali all’estero.
Chi ha proposto la realizzazione della mostra e vi ha contribuito con un lavoro straordinario è stato Walter Ferrari, appassionato storico pontesano che da moltissimi decenni si occupa della storia di Pontelagoscuro e che ha raccolto una quantità incredibile di materiale interessantissimo tra cui tantissime notizie ed immagini (listini, confezioni, bellissime pubblicità, foto ed altro) relative alla storia del Saponificio Chiozza & Turchi che funzionò per più di un secolo e diventò famoso in tutto il mondo per i suoi saponi pregiati.
Queste sono le sue parole prese da un’intervista fattagli da Davide Nanni nel 2013:
“Il saponificio Chiozza & Turchi è stata la prima fabbrica moderna sorta sul territorio ferrarese, quando il Po segnava ancora il confine tra lo Stato Pontificio e il Veneto austriaco. Pontelagoscuro ricopriva allora una posizione strategica per i commerci fluviali, come dimostrano i volumi delle merci che transitavano alla sua dogana. Molti prodotti rifornivano proprio la “Saunara” – così i pontesani chiamavano la fabbrica – che già nel 1871 produceva ben settemila tonnellate di sapone comune e oltre settantamila dozzine di saponi profumati esportati in tutto il mondo. Un’industria all’avanguardia per l’epoca, che fece letteralmente la fortuna di Pontelagoscuro e dei suoi abitanti.
La Chiozza & Turchi nasce nel 1812 su iniziativa dell’imprenditore triestino Carlo Luigi Chiozza, che acquistò un’area di 11 mila mq sulla golena del Po per impiantarvi una filiale del proprio stabilimento. Una scelta azzeccata, come confermano gli ottimi risultati ottenuti nei decenni seguenti sotto la guida dell’imprenditore viennese Francesco Tranz. Risultati che non passarono inosservati: nel 1857, a margine di un lungo viaggio nelle province del suo Stato, papa Pio IX decise di visitare l’operoso borgo di Pontelagoscuro rispondendo proprio all’invito del Tranz.
L’anno successivo arriva la vera svolta per la “Saunara”, grazie alle innovazioni tecniche introdotte dal chimico Pietro Spannocchi che consentirono di avviare la produzione di saponi profumati qualitativamente superiori per gli standard del tempo. Inizia così un’attività di esportazione in tutto il mondo: tra il 1861 e il 1911 Chiozza & Turchi compete alla pari con le maggiori aziende inglesi e francesi, come dimostrano i tanti premi e riconoscimenti prestigiosi ottenuti ad Esposizioni nazionali e internazionali. La “Saunara”, in quegli anni felici, risulta addirittura tra i fornitori della Real Casa britannica. Nemmeno il tremendo incendio del 1882, che di fatto distrusse il vecchio stabilimento, fermò la volontà dei proprietari e delle maestranze: in pochi mesi, come riporta la Gazzetta Ferrarese, la fabbrica venne ricostruita più grande e moderna. Non a caso venne adottato come marchio aziendale la Fenice, che campeggia nei bellissimi manifesti pubblicitari curati da artisti come Dudovich, Hohenstein e De Carolis.
Alla vigilia della Grande Guerra la Chiozza & Turchi impiegava 150 maestranze qualificate ed aveva una rete di 27 filiali sparse per il mondo intero. Purtroppo la restrizione dei consumi dovuti al conflitto mondiale e la svolta “autarchica” imposta all’economia italiana dal regime fascista diedero un duro colpo all’azienda che, nel 1928, dovette trasferirsi a Milano. Oggi, laddove si stagliavano alte nel cielo le due ciminiere del poderoso stabilimento, non è rimasto nulla: solo una vasta area abbandonata di fianco alla discoteca Giardini Sonori“.
Walter Ferrari: l’idea del libro
Walter Ferrari aveva da tempo predisposto in forma di libro il tanto materiale che aveva raccolto sulla storia del Saponificio Chiozza & Turchi ed attendeva solo uno sponsor per pubblicarlo.
Purtroppo lo sponsor non si è mai trovato, anche perché le tante stupende immagini che raccontano la storia della Saunara richiedono una stampa ed una carta adeguata e quindi costosa.
Il bicentenario della Saunara era però un’occasione imperdibile e quindi Walter ha fatto a meno dello sponsor ed ha pubblicato il suo libro presso l’editore ‘Volta la carta’ di Ferrara che l’ha realizzato come Walter voleva.
Si tratta quindi di una edizione di pregio a tiratura limitata, stampata su carta speciale (Cordenons Natural Evolution Ivory 120 gr/mq) e rilegata a mano come si faceva una volta con carta cotone Overleather prodotta artigianalmente in India con antichi metodi nei villaggi Ghandiani le cui sfumature naturali fanno sì che la copertina di ogni volume differisca leggermente da quella degli altri.
Nella sua fatica Walter Ferrari è stato validamente aiutato da Luigi Lugaresi che ha svolto accuratissime ricerche in archivio per completare i tanti dati già raccolti negli anni da Walter ed ha scritto i testi mentre la prefazione è di Luciano Montanari. Inoltre Walter ha ringraziato ed elencato le tante persone che, a vario titolo, lo hanno aiutato nella fatica.
Cimeli ritrovati
Proprio mentre era quasi finita la preparazione della bozza del volume di Walter Ferrari (vedi capitolo sopra) è stato ritrovato un disco a 78 giri con due canzoni pubblicitarie dei nuovi prodotti Jodont-Joderma della Chiozza & Turchi realizzate subito dopo il trasferimento a Milano.
Si tratta di un valzer ed un tango cantati dal tenore Enzo Fusco accompagnato dall’orchestra Excelsius. Dal vecchio disco è stato ricavato un CD poi allegato allo splendido volume realizzato da Walter Ferrari e Luigi Lugaresi.
Infine, ad ulteriore riprova della fama e della diffusione dei prodotti Chiozza & Turchi nel mondo, pochi mesi dopo l’uscita del libro, giunse una mail dalla lontana Australia dove si diceva che, rifacendo un bagno in una vecchia casa, era stata rinvenuta una saponetta di Castile No. 4 della Chiozza & Turchi di Pontelagoscuro e si chiedeva un aiuto per datare la saponetta.
In effetti, sfogliando il bel libro di Walter Ferrari e Luigi Lugaresi, si può trovare una pubblicità bilingue della Chiozza & Turchi rivolta al mercato australiano e risalente ai primi anni della Prima Guerra Mondiale che riporta il Castile No. 4 tra i prodotti che si potevano trovare presso la locale agenzia che era sita a Sidney al 22 di Campbell Street.
La saponetta ritrovata dopo tanti anni riportava la scritta Chiozza & Turchi – Pontelagoscuro ma la scatoletta di cartone che la conteneva riportava invece la scritta Chiozza & Turchi – Milano e ciò ha permesso di datare la saponetta alla fine del 1928 quando è avvenuto il trasferimento da Pontelagoscuro a Milano dei macchinari della Chiozza & Turchi.

